Il carisma ha un padre. Si chiama Max Weber
C'è una parola che usi ogni volta che descrivi qualcuno che entra in una stanza e cambia l'atmosfera. Una parola che usi quando parli di un leader che riesce a far muovere le persone senza alzare la voce. Una parola che probabilmente hai usato anche su te stesso, chiedendoti se ce l'hai o no.
Quella parola è carisma.
Quello che pochi sanno è che questa parola aveva un significato completamente diverso fino a poco più di cento anni fa. E che l'uomo che l'ha trasformata in un concetto scientifico era un sociologo tedesco che non aveva nessun interesse per il mondo degli affari.
Si chiamava Max Weber. E quello che ha fatto ha cambiato il modo in cui pensiamo alla leadership ancora oggi.
Prima di Weber: il carisma era roba da chiesa
Il termine charisma viene dal greco antico e significa dono della grazia divina. Lo troviamo nelle lettere di San Paolo nel primo secolo dopo Cristo, indica i doni speciali che Dio concede ad alcune persone per il bene della comunità. Profeti, guaritori, parlatori di lingue. Niente a che fare con i manager.
Per quasi duemila anni il carisma è rimasto lì, in quella dimensione religiosa e soprannaturale. Qualcosa che si aveva o non si aveva. Un dono dall'alto, non una competenza da sviluppare.
Weber sposta tutto
Nel 1922, nel suo opus magnum Wirtschaft und Gesellschaft — Economia e Società — Weber fa una cosa radicale. Prende il termine carisma e lo porta fuori dalla teologia, dentro la sociologia.
Per Weber il carisma diventa uno dei tre tipi puri di autorità legittima.
Il primo è l'autorità tradizionale, si obbedisce perché è sempre stato così, perché lo dice il re, perché lo faceva il padre.
Il secondo è l'autorità razionale-legale, si obbedisce perché lo dice la legge, il contratto, il regolamento aziendale.
Il terzo è l'autorità carismatica, si segue una persona perché si riconosce in lei qualcosa di straordinario.
Tre tipi di potere. Tre modi diversi di ottenere che le persone si muovano nella direzione che vuoi.
Il punto che cambia tutto
Quello che Weber capisce, e che è ancora radicalmente vero oggi, è che il carisma non sta nella persona. Sta nel riconoscimento dei seguaci.
Non sei carismatico perché hai certe caratteristiche. Sei carismatico perché le persone intorno a te ti attribuiscono quella qualità straordinaria. Il carisma esiste solo nella relazione, non nella persona isolata.
Questa intuizione, formulata più di cento anni fa, è il fondamento di tutto il lavoro che ho sviluppato nel Sistema Quoziente Carisma. Il carisma non è qualcosa che sei.
È qualcosa che accade quando entri in relazione con gli altri.
Se è una percezione, può essere influenzata. Se può essere influenzata, può essere allenata.
Il limite di Weber
Weber era un genio, ma aveva un problema: il suo carisma era per eroi e profeti. Leader straordinari in momenti storici eccezionali. Mosè, Napoleone, figure che cambiano la storia.
Non il direttore commerciale che deve chiudere una trattativa. Non il manager che deve tenere unito un team sotto pressione. Non il professionista che vuole essere ricordato dopo un incontro con un cliente.
Weber aveva nominato il fenomeno. Non aveva detto come funziona nella vita ordinaria.
Quella era la sfida che la ricerca successiva avrebbe raccolto e che nei prossimi articoli di questa serie ripercorreremo passo dopo passo, fino ad arrivare alle tre dimensioni di Potere, Calore e Presenza che oggi costituiscono il cuore del Sistema Quoziente Carisma.
Cosa puoi portare via da questo
La prossima volta che ti chiedi se sei carismatico, smetti di cercare la risposta dentro di te. Guardati intorno. Osserva come reagiscono le persone quando parli. Come si comportano quando esci dalla stanza. Se ti cercano o se ti evitano.
Il carisma non è un giudizio su chi sei. È una misura di quello che accade nelle tue relazioni.
Weber lo aveva capito nel 1922. Adesso lo sai anche tu.