Cosa dicono di te le tue foto sui social

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Ti potrà sembrare strano, ma le foto che usi per i tuoi profili, pagine social o i siti internet dicono molte più informazioni di quello che pensi. Sarà la prima impressione che gli altri si faranno di te.
In questo articolo ti svelerò alcuni segreti della scienza del linguaggio del corpo e di come usarla a tuo vantaggio, perché immagino che tu voglia foto che ispirino autenticità, positività, fiducia e carisma.

Foto dall’alto

Attenzione quando ti fai i selfie oppure ti fai fare una foto, perché l’angolazione dello smartphone o della macchina fotografica può cambiare completamente l’impressione che si faranno le persone del tuo atteggiamento.
Quando l’angolazione della camera è posta dall’alto verso il basso, il risultato sarà di un’immagine vista da sopra, e questo tipo di posizione suscita debolezza e bisogno di protezione. Dal punto di vista evolutivo abbiamo sempre guardato i bambini dall’alto verso il basso, e i bambini si sa, vengono percepiti come deboli e suscitano in noi istinti di protezione e aiuto.

Foto dall'alto
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Se oltre all’angolazione della foto dall’alto in basso, porti anche il mento verso il basso e gli occhi in alto come per guardare attraverso le sopracciglia, allora l’effetto debolezza e protezione sarà massimo.
Non dico che questo tipo di foto non va bene. Tutto dipende da cosa vuoi che gli altri percepiscano guardando il tuo profilo.
Se ad esempio guardi la foto segnaletica dell’attrice Lindsay Lohan (prima foto a sinistra), nonostante tutti i suoi guai giudiziari, ti viene voglia di essere più clemente con lei.


Foto dal basso

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L’opposto accade invece quando guardiamo qualcuno dal basso verso l’alto.
Anche in questo caso, quando eravamo piccoli guardavamo gli adulti con ammirazione, loro erano forti e si prendevano cura di noi.
Ed è per questo che le foto che hanno un’angolazione dal basso verso l’alto suscitano inconsciamente ammirazione, sicurezza, e più in generale le persone sembrano più socievoli e attraenti.


Foto frontale

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La foto frontale può sembrare la più ovvia, ma non tanto per la scienza del linguaggio del corpo.
Quando si parla con una persona assumendo una posizione frontale, cioè testa corpo e piedi rivolti verso il nostro interlocutore, è un segno di rispetto non verbale.
Al contrario, ti sarà capitato di parlare con qualcuno che ti porge il fianco e anche se tenti di rimetterti di fronte, lui di nuovo si gira di lato. Questo è un segno di non rispetto, di insicurezza o inganno.
Quindi in una foto frontale riusciamo a fare un’istantanea completa della persona, ad avere una visione di insieme e questa posizione viene percepita come aperta, affidabile e simpatica.

Nota le foto usate nelle campagne elettorali americane: c’è una maggiore attenzione nell’utilizzo di foto degli aspiranti presidenti dal basso verso l’alto, o frontali e sorridenti. Queste foto ad esempio mostrano sicurezza in se stessi, apertura e affidabilità.

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Mentre le foto che vengono pubblicate dai concorrenti sono foto che esprimono emozioni contrarie, come insicurezza e debolezza.

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Sorriso vero o finto?

Quando ci facciamo una foto, molto spesso ci stampiamo sul viso un sorriso a 32 denti… che però non basta a lasciare impressa un’emozione vera e autentica di gioia e felicità. Spesso capita che quando riguardiamo quelle foto ci accorgiamo che qualcosa che non va. E se ne accorgono anche gli altri.
Il problema è che il sorriso è finto!

Nell’espressione facciale universale della felicità entrano in gioco non solo i muscoli che muovono gli angoli della bocca, ma anche i muscoli lungo i lati degli occhi, che quando vengono attivati da un sorriso vero e sentito, formano le famose “zampe di gallina” ai lati degli occhi.
Quindi il vero indicatore delle felicità avviene quando le guance si sollevano socchiudendo un po’ gli occhi e formando le zampe di galline. E’ così che abbiamo un sorriso vero, sentito e genuino.

Sorriso vero

Sorriso vero

Sorriso finto o di circostanza

Sorriso finto o di circostanza


Evita i mezzi sorrisetti

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Un altro errore frequente che si fa nelle foto dei social o selfie sono i mezzi sorrisetti o ghigni, cioè sorridere solo con un lato delle labbra come in questa immagine:

Questa è l’espressione universale del disprezzo o del disappunto!

Solitamente facciamo questa espressione quando non siamo d’accordo con qualcosa o quando detestiamo qualcosa o qualcuno.
C’è un’interessante statistica sui politici americani. Quando vengono fatte vedere delle foto con questa espressione, la loro popolarità si riduce notevolmente. L’effetto prodotto in chi vede quest’espressione è di una persona saccente, poco affidabile o antipatica.

Che effetto ti fanno per esempio queste espressioni?

Sorriso finto con disprezzo

Sorriso finto con disprezzo


Evita le mani al collo

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Ancestralmente le mani al collo servivano per proteggere la parte più vulnerabile da eventuali attacchi alla giugulare.
Ci si tocca il collo quando emozionalmente non siamo a nostro agio, quando siamo insicuri, abbiamo dei dubbi o siamo semplicemente timidi.
Nell’immaginario di molte donne c’è il falso mito che toccarsi il collo sia sensuale. Forse sì, in un certo senso, e dipende dal contesto e da come lo si fa. In realtà “mostrare” il collo esprime meglio il significato di sensualità, ma toccarselo è un segno di insicurezza nella maggior parte dei casi.

Fai caso ogni volta che sei in imbarazzo per qualcosa o mentre parli con qualcuno: la tua mano salirà istintivamente a proteggere il collo.
Tra l’altro, coloro che si sfregano continuamente la nuca hanno la tendenza ad essere negativi e critici.


Mento verso l’alto

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Un’ultima considerazione sulle foto usate nei profili social. Evita di portare il mento verso l’alto: esprimerà arroganza e sfida.

Come vedi quindi bastano pochi elementi e accorgimenti per rendere la tua foto e le tue espressioni sincere e aperte. Fai delle prove e seleziona con attenzione solo le foto che più ti rappresentano. Ricorda: una immagine vale più di mille parole.

 
Golia Pezzulla