Come gestire un logorroico

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La logorrea è una verbosità esagerata, incontrollabile: la persona logorroica vive stati di eccitamento che possono avere una durata non determinata e sono accompagnati da stati d'animo eccedenti e irrequieti. Tra un individuo chiacchierone e un logorroico c'è una grande differenza: la persona chiacchierona è socievole, forse un po' troppo loquace, ma è capace anche di ascoltare. Il logorroico parla in maniera irrefrenabile, sommergendo con fiumi di parole i poveri malcapitati. In realtà non ha alcuna importanza quello che dice ma che lo dica a qualcuno. La persona logorroica non ascolta gli altri né permette loro di parlare e di solito gli ascoltatori non sono mai interessati a ciò che sta dicendo e finisce sempre parlando in monologhi. 

 

Come comportarsi con un logorroico?


Come reagire e svincolarsi, quando una conversazione è diventata a senso unico e hai già capito che quella persona non smetterà più di parlare?  
Bisogna assolutamente avere un piano "B" e sapersi comportare in modo da non subire la situazione e uscirne prima ancora di esserne danneggiati. 
Conviene prepararsi, perché prima o poi incontreremo sulla nostra strada un logorroico! 

Conoscere le caratteristiche e la personalità della persona logorroica è un buon inizio, studiare e adottare quei comportamenti sia del linguaggio verbale che di linguaggio del corpo ti permettono di liberarti da una situazione che ti sembrerà infinita. A volte la persona in questione è molto vicina a noi, o comunque qualcuno che non vogliamo offendere, come un datore di lavoro o un parente. 
Bisogna fare attenzione a quali segnali trasmettiamo al logorroico. Sì perché a volte siamo noi stessi la causa che li convince a non smettere mai di parlare: trasmettiamo con atteggiamenti e comportamenti che risulteranno come dei rinforzi positivi alla conversazione, e questo lo incoraggeranno a non finirla più. E quali sono questi comportamenti che agiscono da rinforzo? Se ti accorgi che la conversione prende una direzione a senso unico, interminabile, potresti provare a spostarti, indirizzare altrove lo sguardo e, con calma incamminarti verso l'uscita; questo farebbe capire all'interlocutore che è il momento di smettere di chiacchierare incessantemente. 
Uno trucco formidabile per gestire i logorroici è quello del "silenzio imbarazzante". 
Studi hanno dimostrato che, se resti particolarmente silenzioso in una conversazione dove c'è una verbosità eccessiva tipica dell'individuo logorroico, questo tenderà a parlare molto meno e arriverà da solo a silenziarsi. 
Mi raccomando però, devi rimanere in totale silenzio, non annuire con la testa (questo sarebbe un rinforzo positivo), non cedere alla tentazione di bloccare un dialogo stressante, rimani in silenzio con la faccia di cera e con lo sguardo che guarda altrove. 

Un tipico difetto dei logorroici e che non sanno di esserlo. 
Fai un esperimento: condividi questo articolo, magari pubblicandolo su un social e sperando che il logorroico in questione lo legga. 
Poi, se possibile, parla di quest’articolo con la persona in questione e ti sorprenderai nel vedere che il logorroico si sarà identificato nei “chiacchieroni” invece che nei “logorroici”!!! 

Qualche utile accorgimento sulla comunicazione per i chiacchieroni o logorroici. 

Il riuscire a comunicare non è semplice e certe volte diventa complicato. Molte persone hanno dei rapporti conflittuali con la moglie, al lavoro o con i figli; mentre vorrebbero che ci fossero conversazioni molto meno stressanti. Imparare a comunicare non è lo stesso di saperlo fare, ma è il primo passo per cominciare. Ci sono dei facili consigli da tenere a mente per migliorare le conversazioni per fare in modo che siano momenti utili e costruttivi, anziché lasciare solo negatività e senso di vuoto.  

La prima cosa che forse ti capiterà di ricercare in un dialogo è l'essere compreso, quella necessità di essere capiti, questo è normale. 
Il problema sorge quando non ci passa nemmeno di sfuggita l’idea di provare a pensare cosa invece necessiterebbe l'altra persona. 

Prova invece a comunicare, sforzandoti di cogliere le necessità dell'altro che, cercherà di capirti dopo che si sentirà compreso e apprezzato.  

Parlando di logorroici, una capacità molto importante, un pregio che queste persone purtroppo non hanno, è il saper ascoltare: anche se sei una persona notevolmente loquace, un chiacchierone, non dimenticare mai che in una conversazione l'ascolto è fondamentale; per essere precisi, in una conversazione, bisognerebbe parlare il 20% ed ascoltare per l’80%! 
Percentuali molto lontane dal semplice chiacchierone, figuriamoci da un logorroico, non credi? 

Ti sarà successo sicuramente diverse volte di sapere già che cosa l'altro ti dirà o quello che vorrà raccontarti, conoscere già come finirà il racconto cominciato. Evita di farglielo capire, fallo finire, e non anticipare nulla.  

Un'altra cosa che capita con grande frequenza è l'interrompersi continuamente mentre si dialoga, questo 'urlare ai sordi' non creerà affatto una comunicazione propositiva. 

Spesso ti capiterà di completare il racconto o la frase di qualcun'altro, convinto magari di conoscere il punto finale, probabilmente per la maggior parte dei casi ti sbaglierai totalmente! Quando in una conversazione ti ritrovi a spiegare fatti che nessuno ti ha chiesto, a giustificarti senza motivo, forse per te è un'abitudine (che ti fa apparire come la vittima della situazione) e non ti rendi nemmeno conto che non solo risulta molto irritante, ma la maggior parte delle volte al tuo interlocutore non interesserà conoscere e né tanto meno ascoltarle queste spiegazioni vuote. 

In una comunicazione, l'ascolto attivo trasformerà incredibilmente in senso positivo la qualità della conversazione, non si tratta solo di saper ascoltare e rimanere in silenzio: l'ascolto attivo racchiude una serie di fattori che renderà questa conversazione completa e realmente efficiente. 
Per poter essere un ascoltatore attivo è necessario prima di tutto sentire le proprie emozioni, in modo da poter poi riuscire a comprendere quelle dell'altro, altrimenti ti limiteresti a partecipare attivamente ad un dialogo, senza coglierne i particolari o arrivare ad una comprensione più profonda.  

Fatti delle domande su cosa ricevi mentre ascolti l'altro, o quando l'altro ti ascolta: cosa percepisci da lui?