Consigli da seguire alla lettera prima di salire su un palco

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La cattiva notizia è che non tutti sono portati per parlare in pubblico. La buona è che... tutti possono imparare ed è più facile di quanto pensi!

I segreti sono, in sostanza, due: l'allenamento e le tecniche giuste. Come in molti altri campi, l'esercizio è fondamentale per migliorarsi. Solo provando, riascoltandosi, aggiustando il tiro, provando di nuovo è possibile ottenere risultati sempre migliori. Inoltre, validi corsi, letture e coaching sono gli altri ingredienti necessari per migliorare sempre di più la propria performance. I grandi oratori, sia quelli del passato, sia quelli contemporanei, siano essi politici, imprenditori, figure professionali con posizioni di responsabilità o liberi professionisti che debbano farsi conoscere hanno, ovviamente, dei segreti del mestiere per essere efficaci, persuasivi, sicuri di sé e per veicolare al meglio i propri contenuti. Non ci si improvvisa bravi oratori, nemmeno se si ha, di base, una buona capacità dialettica: oltre all'interesse dei contenuti, è importante saperli esporre nel modo giusto, altrimenti nessuno li ascolterà e li ricorderà.

Ci sono trucchi che sono stati tramandati già dai tempi di Cicerone, maestro di oratoria, altri più moderni, legati alle specificità della comunicazione del nostro tempo.

Vediamo insieme, dunque, qualche consiglio per chi si appresta, per lavoro, o per piacere, a tenere un discorso pubblico.


 1. Pensa positivo.
Pensare positivo è l'approccio vincente da tenere quando si sale su un palco. Se dietro le quinte pensi di non farcela, o, in generale, mantieni un approccio negativo, questo si ripercuoterà sull'immagine che dai di te stesso al tuo uditorio. Devi essere il primo a credere in te stesso e in quello che dici: solo trasmettendo sicurezza sarai autorevole e convincente. Se, tu per primo, pensi negativamente, sarà più facile che questa insicurezza traspaia, nelle parole, nel tono, nei gesti. Prima di cominciare a parlare, dunque, è utile ripetersi ad alta voce o fra sé che andrà tutto bene, che sarà fantastico, che sei preparato e che il pubblico se ne accorgerà, che non vedi l'ora di salire su quel palco per comunicare a tutti ciò che hai da dire. Sorridi, ripetiti molti "sì" dentro di te ed affronta il tuo pubblico con sicurezza!


 2. Bevi.
Fai in modo di non arrivare sul palco con la bocca asciutta: potrebbe risentirne la dizione. Se dovrai fare una pausa per bere, l'attenzione del pubblico potrebbe calare e, oltretutto, sia la bocca troppo asciutta, sia il gesto di bere, potrebbero avvertirsi al microfono.

 3. Incanala le tue energie, positive o negative.
È assolutamente normale sentirsi nervosi prima di salire sul palco. Anzi, sarebbe strano se non lo fossi! Piuttosto che reprimere l'adrenalina da cui ti senti pervaso e che si genera in modo del tutto naturale nel nostro organismo, per compensare sensazioni di stress e paura, prova a veicolarla nel modo giusto. Fanne un punto di forza, che ti permetta di mantenere concentrazione e lucidità, dimostrando energia e propositività. Per scaricarne l'eccesso, concediti qualche piccolo rito prima di salire sul palco: puoi chiuderti un attimo in bagno o in un ufficio con la musica nelle cuffie e cominciare a ballare, urlare, muovere con forza braccia e gambe. Anche gli sportivi, pensa, utilizzano questi trucchi prima di affrontare una gara! Il cosiddetto grido di guerra delle popolazioni più antiche aveva questo scopo: veicolare in maniera positiva l'eccesso di adrenalina, per dare la carica, restando perfettamente lucidi e padroni di se stessi.


 4. Concentrati sul respiro.
Quando siamo nervosi e in tensione, il respiro diventa molto superficiale, rischiamo di sembrare affannati mentre parliamo, come se ci mancasse il fiato. Gli esercizi di respirazione sono fondamentali per gli oratori. Prima di tutto, si respira di petto e di pancia. Anche l'addome, non solo il torace, deve muoversi al ritmo del nostro respiro. Non è facile, ma si può imparare. Occorre solo esercizio ed allenamento, e si ottengono ottimi risultati. Questo ti sarà utile, poi, in molti altri campi della vita: regolare la respirazione serve a gestire le emozioni e ha anche importanti risvolti positivi sulla salute.


 5. Fai attenzione alla gestualità.
Gli Italiani, in particolare, puntano una buona parte della propria comunicatività sui gesti. Siamo famosi in tutto il mondo per questo e, in alcuni casi, può essere un punto di forza, perché l'utilizzo della comunicazione non verbale rende più efficaci nell'esposizione. Accompagnare le parole coi gesti le veicola in maniera più persuasiva, più incisiva ed aiuta a tenere desta l'attenzione. Però... c'è un però. I gesti dicono molto di noi. Esiste un intero ramo di studi sulla comunicazione non verbale. Dunque, se non sei perfettamente padrone delle tecniche di comunicazione non verbale, evita una gestualità troppo accentuata. Soprattutto, occorre evitare gesti stereotipati e ripetitivi, che possono denotare nervosismo ed insicurezza. Un consiglio generale è quello di mostrare gesti di apertura verso l'esterno, palmi rivolti verso l'alto, braccia tese in avanti, gomiti distaccati dal corpo, una mimica espressiva, ma composta.


 6. Cammina, ma senza agitarti.
Puoi andare avanti e indietro, ma non stare fermo in un punto. Avvicinati all'uditorio, se questo è utile ad accompagnare le tue parole, ma non ondeggiare, non indugiare, non fare movimenti bruschi. Individua, dopo esserti mosso, un nuovo punto in cui fermarti e riprendi a parlare da lì, senza che ciò sembri una pausa.


7. Usa il tono di voce come rinforzo per le tue parole.
Non utilizzare un tono monotono né troppo eccitato. Il tono deve servire a veicolare e a sottolineare il messaggio importante, non a rendere uguale ogni informazione, per cui usa bene gli accenti tonali per evidenziare solo alcuni concetti chiave del tuo discorso.


8. Fai in modo che l'uditorio possa abituarsi al tuo accento. Ognuno di noi ha una sua peculiare cadenza. Quando sentiamo quella degli altri, l'impatto potrebbe non essere sempre positivo. Dunque, dai tempo e modo ai presenti di abituare l'orecchio al tuo modo di parlare, aprendo il discorso con frasi lente, soft, che non richiedano un tono di voce troppo enfatico. In questo modo il pubblico avrà modo di abituarsi alla cadenza e, dopo un po', non ci farà più caso, anche se non dovesse essere perfetta. 

9. Concentrati su qualcosa al di fuori di te.
Pensa a un dettaglio su cui concentrarti e ritrovalo sugli spettatori o nella sala. Questo ti permetterà da un lato di rilassarti, dall'altro di spostare lo sguardo nel modo giusto, senza disperderlo e, allo stesso tempo, senza perdere concentrazione. Se non si ha un obiettivo da guardare, si rischia di fissarsi sempre sulla stessa persona o di guardare nel vuoto: questo piccolo stratagemma permetterà di dosare bene anche gli sguardi, oltre alle parole.


10. Ricordati che il pubblico... ti piace!
Le persone sono lì per ascoltarti: quindi, non sono ostili, non sono nemiche da combattere. Pensale dalla tua parte, non come avversari che vogliano coglierti in fallo e sarai più rilassato.

Infine... l'imprevisto. Mettilo in conto. Per quanto tu possa esserti preparato, per quanto tu possa essere bravo, l'imprevisto è sempre dietro l'angolo. Un microfono che non funziona, le slide che non girano bene, un computer guasto, una parola dimenticata, un termine sbagliato, un inciampo. Sono cose che succedono e che, anzi, possono addirittura renderti più simpatico al pubblico! Quindi armati di un bel sorriso, sfodera una battuta e... passa oltre. Siamo umani, possiamo sbagliare: nulla di grave!

 
Golia Pezzulla